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Il Pranzo di Babette


Il Pranzo di Babette

  • Domenico Carbone

Il cinema cosi' come la musica ed ogni forma d'arte ha un influenza notevole sul nostro essere. L'arte ha il potere di coinvolgere, stupire, emozionare, far riflettere.

" La caratteristica indispensabile ad ogni opera d'arte è l'unita'." (Renoir).

L'arte è sintesi degli opposti. L'arte denuda l'essere. E' un processo dello spogliarsi che conduce all'essenza della persona. C'e' un collegamento tra l'arte e la psicoterapia? La psicoterapia è un processo in cui la persona si spoglia gradualmente della sua identita' mettendosi a nudo. Come una cipolla, strato dopo strato s'imparano a conoscere i vari sistemi difensivi sino a giungere ad un centro di verita'. Notiamo quindi una grande analogia tra arte e psicoterapia e questo può quindi spiegare i motivi per cui sempre più spesso i films sono adoperati all'interno di un processo terapeutico. C'è chi prescrive ai propri pazienti di vedere certi films come se fosse una medicina da prendere, come fa lo psicoterapeuta americano Gary Salomon e c'è chi utilizza l'uso di un film all'interno d'incontri che sviluppano alcune tematiche particolari. Da molti anni collaboro con la Sophia University of Rome ed in questa scuola abbiamo sviluppato attraverso un Centro di Ricerca sulla Vita come Opera Arte, una metodologia chiamata sophiart, creata da Antonio Mercurio, che usa per l'appunto films in laboratori stanziali della durata di un week-end. In questi anni molti sono stati i films adoperati e sono stati dei week-end molto belli. Ma ad alcuni sono affezionato in modo particolare perché forse si avvicinano di piu' alla mia vita o ad un mio momento di trasformazione. Ad uno sono poi molto legato ed è stato quello in cui abbiamo visto il film " Il pranzo di Babette" di G. Axel tratto da un racconto di Karen Blixen. E' un film che ho adoperato in alcuni stages di teatro e sophiart che avevano come tema "l'amicizia". Credo che questa storia possa spiegare molto bene l'essenza della sophiart e cioe' la capacita' di diventare artisti della propria vita.

E' la storia di Babette una donna in fuga dalla Francia, che trova rifugio presso una comunita' religiosa di un piccolo villaggio danese. Babette è stata una rivoluzionaria, si è ribellata alle leggi sociali, combattendo le ingiustizie. Era anche una grande cuoca nel piu' prestigioso ristorante di Parigi " il caffe' anglais'". Durante il tentativo di fare la rivoluzione aveva perso il marito ed il figlio.

La sophiart c'invita a sviluppare un Io artistico e quindi per far questo dobbiamo studiare come pensano gli artisti e quali sono le leggi dell'arte per poi imparare ad applicare queste regole nella nostra vita. La ribellione di Babette è stata necessaria per sviluppare una sua capacita' di pensare in modo originale, ogni artista sa che è necessario distruggere il vecchio mondo per crearne uno nuovo.

Quando Babette giunse nel villaggio stava nel dolore e nella disperazione. Venne accolta da due sorelle, Martina e Filippa, che dopo un attimo d'esitazione decisero di prenderla a servizio. Erano le figlie del decano e non si erano mai staccate da lui. Avevano sempre rispettato le leggi del padre ma non si erano aperte alla vita e alle sue leggi. Martina, quando era cosi' splendida da attirare con la sorella i giovanotti del paese, aveva incontrato un giovane ufficiale di nome Laurence, inviato in quel paese dal padre per punizione. In quel luogo, a contatto con quella comunita', Laurence aveva avuto una potente visione di una vita piu' spirituale di quella che stava vivendo. Ne fu profondamente attirato ma non ebbe la fiducia, la forza di sfidare la volonta' del padre e decise di rifiutare quel mondo.

Laurence rappresenta la nostra difficolta' a staccarci dal conosciuto per andare verso l'ignoto, rappresenta la nostra rassegnazione, chi pensa come Laurence non realizzera' mai se stesso e non diventera' un artista della sua vita. Laurence rappresenta inoltre il desiderio di potere, di fare carriera ed infatti lo vedremo alla fine che avra' raggiunto una posizione di prestigio, ma rimanendo senza amore.

Filippa, l'altra sorella, aveva una voce cosi' meravigliosa da incantare tutti i componenti di quella comunita'. Anche un grande artista lirico francese, Papin che casualmente l'aveva ascoltata era rimasto affascinato. Papin era un uomo passionale, carnale. Sentendola se ne era innamorato e voleva assolutamente portarla con se a Parigi. Il padre pero' era ostile a questa unione. Andava dicendo che le sue figlie erano " la sua mano destra e la sua mano sinistra". E cosi' Filippa decise di non staccarsi dal padre rimanendo nubile.

Filippa è un po' come Laurence. Il primo non sceglie per paura del padre, la seconda non va verso la sua vita per troppo amore. Papin solitamente era una persona allegra e paciosa. Quando era andato in quel posto era triste e un po' depresso. Il contatto con il canto della ragazza lo aveva risvegliato. Dentro di lui si era evidenziato un conflitto, ma non si da il tempo per entrare nella morte e poi trasformarsi e quindi non riesce a stare nei tempi necessari alla maturazione dei cambiamenti. Papin rappresenta l'incapacita' di aspettare. La sua forza seduttiva non ha la costanza che poi dimostrera' Babette. Per realizzare dei sogni è necessario avere molta costanza e determinazione e sapere attendere.

Dopo la morte del padre nella comunita' regna sempre piu' l'intolleranza e i dissapori sono frequenti. Babette accetta le regole della comunita' e per 14 anni s'impone una dura disciplina.

Da questo comportamento possiamo dedurre che per diventare artisti come Babette non basta essere capaci di trasgredire, bisogna anche sapersi dare una dura disciplina. Martina e Filippa hanno dimostrato d'essere capaci d'obbedire ma non di trasgredire. Il padre s'era dimostrato molto possessivo. Inizialmente le regole servono, ma poi bisogna saper confrontarsi con esse e crearsene altre. L'artista impara da un maestro ma poi deve sapere trasgredire le regole del maestro e crearsene delle altre altrimenti sara' un artigiano e non un artista.

Gradualmente Babette comincia a donare la propria creativita' e umilmente introduce piccoli cambiamenti che vengono apprezzati. Ogni anno Babette aveva comprato un biglietto della lotteria francese. Rappresentava l'unico legame con la madre patria. Sorprendentemente dopo 14 anni la fortuna bacia Babette che vince una grande somma alla lotteria. Sorprendendo le due sorelle Babette chiede di potere offrire alla comunita' un pranzo alla francese in occasione del centenario della nascita del padre. Se quella comunita' gli aveva insegnato una nuova spiritualita' ed una capacita' di amare che non possedeva, lei poteva donare a quelle persone un piacere del corpo che loro non conoscevano. Corpo e spirito potevano unirsi. Le due sorelle inizialmente si oppongono a questo progetto a questa nuova sintesi, ma poi vista l'insistenza di Babette accettano la proposta. Di notte pero' sono travolte dalle loro paure e quindi riuniscono il gruppo dei fedeli e si fanno promettere di non fare alcun commento. La vita è un continuo cambiamento e l'Io cambia continuamente la sua identita' sotto la spinta della propria progettualita' del proprio Se'. Per affrontare un cambiamento bisogna entrare nella morte e nella paura di infrangere delle regole e quindi d'essere colpevoli. Bisogna affrontare i sensi di colpa quando vengono modificati gli schemi mentali acquisiti.

Il pranzo diventa un meraviglioso viaggio ed un'avventura del corpo. La bellezza degli oggetti fatti arrivare dalla Francia, la ricchezza dei nuovi sapori, i profumi creano una sintesi potente che pero' si scontra con la ferrea volonta' di non fare alcun commento. Al pranzo per fortuna era stato invitato il Generale Laurence che dopo tanti anni era venuto a fare una visita di cortesia a Martina in ricordo dei vecchi tempi. In tutti questi anni Laurence aveva fatto una lunga carriera militare e cio' che aveva imparato in quel breve soggiorno in quella piccola comunita' gli era servito molto. Durante il pranzo Laurence rimane incantato dalla bellezza delle portate e dalla bonta' del cibo e commenta che tanti anni prima aveva mangiato cosi' bene a Parigi al " Caffe' Anglais". La presenza di Laurence ed i suoi apprezzamenti riescono a travolgere le ultime difese e cosi' i commensali apprezzano sempre di piu' la bellezza di cio' che stanno vivendo. Il gruppo ritrova come per incanto quel senso di comunione e di gioia che aveva smarrito. Corpo e spirito, obbedienza e trasgressione si sono fuse in una nuova sintesi, perche' Babette grande cuoca, grande artista in cucina ha saputo essere anche una grande artista nella vita. Durante il pranzo il Generale Laurence fa un brindisi. Egli è tornato per vedere se ha fatto bene a rifiutare quella vita e a scegliere la carriera. Comprendendo sino in fondo il grande dono e la bellezza che Babette ha saputo creare si alza e fa un discorso. Egli dice che la Vita ti ripropone cio' che hai rifiutato e te lo ridona e cioe' che l'uomo è in grado di rifiutare la bellezza ma è anche capace di saperla creare. Anni prima Papin aveva detto a Filippa "realizza l'artista che sta dentro di te" e poi aveva insegnato a Babette che ogni artista ha un grido " permettetemi di dare il meglio di me". Babette ha saputo fare entrambe le cose ha lottato per realizzare l'artista che stava dentro di lei e poi ha chiesto con forza e con amore il permesso di realizzare il meglio di se stessa e in quella comunita' è riuscita a fare una grande sintesi e l'immagine finale con tutto il gruppo in cerchio intorno ad un pozzo e sotto un cielo stellato mostra l'armonia che questa donna è riuscita a creare unendo gli uomini tra loro con un contatto profondo con cio' che sta nascosto nelle nostra carni e con la capacita' di unificarsi con il cosmo. Per concludere vorrei dire che questa storia ha molte analogie con la mia vita. Per anni ho coltivato l'idea di potere cambiare il mondo aderendo a movimenti sociali e politici che credevano nella possibilita' di realizzare subito l'utopia. Poi giunse il dolore come per Babette e iniziai un percorso di disciplina interiore e di formazione che mi ha portato ad essere una persona diversa da quello che ero. Ho scoperto la sophiart e una nuovo modo di vedere la vita e credo che sia possibile vivere la propria vita come se fosse un'opera d'arte e mi auguro che anche voi possiate fare lo stesso.


Dott. Domenico Carbone
Psicologo Psicoterapeuta a Roma

AMBITI DI INTERVENTO

  • Psicoterapia individuale
  • Psicoterapia di coppia
  • Psicoterapia di gruppo
  • Dipendenze (affettive, sessuali, alimentari, etc ..)
Dott. Domenico Carbone - Psicologo Psicoterapeuta a Roma
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